Fin dalla sua genesi, Mind the Gap si è preoccupato di dotarsi di un solido impianto di valutazione che permettesse all’équipe multidisciplinare di leggere in itinere l’esperienza e di analizzarla per approntarne continui cambiamenti migliorativi e per adattare l’intervento alla specificità di quel particolare gruppo classe o gruppo genitori, così diverso da quelli precedenti.
Utilizzare diversi strumenti di valutazione, ha permesso all’équipe di modulare gli interventi a seconda delle esigenze e delle caratteristiche dei diversi gruppi con cui si è lavorato, flessibilità che rappresenta un importante fattore di efficacia degli stessi. Luogo e attore principe di valutazione, è stata l’équipe multidisciplinare, sia nelle riunioni settimanali che negli incontri mensili di supervisione, dove la presenza di un esperto esterno, ha permesso di ampliare le interpretazioni di alcuni eventi problematici ed il bagaglio di metodologie utilizzabili. Ancora più a monte, la collegialità dell’équipe, ha costruito un impianto di valutazione dei percorsi di prevenzione, coerente con gli obiettivi degli stessi.
Ogni percorso di prevenzione è quindi stato valutato utilizzando una serie di strumenti specifici, quali:
la griglia di valutazione delle dinamiche all’interno del gruppo classe, utile soprattutto dopo il primo incontro, che ha una maggior valenza osservativa, per individuare il tipo di relazioni presenti e modulare i setting (lavori individuali, piccoli gruppi – misti o di genere - , plenaria) e le tipologie (analisi di caso, simulate, brainstorming, facilitazioni della discussione) di attività;
il racconto di ogni singolo incontro nel gruppo classe o nel gruppo genitori, da parte dei due operatori referenti, al resto dell’èquipe multidisciplinare, sia oralmente durante le riunioni settimanali, sia attraverso report informatici;
i due incontri di verifica fra operatori ed insegnanti referenti, uno dopo il primo incontro nel gruppo classe per concordare le modalità di intervento, uno finale per una valutazione complessiva del percorso; l’incontro di valutazione finale con l’insegnante referente alla salute della scuola coinvolta, in cui valutare i ritorni (degli insegnanti, dei ragazzi e dei genitori), anche in vista di eventuali follow-up.
Accanto a questa valutazione, prevalentemente di processo, Mind the Gap si è dotato di alcuni strumenti di valutazione dell’efficacia dell’intervento presso i ragazzi e le ragazze coinvolte. Questo sforzo è stato motivato dal bisogno di ricevere dei ritorni rispetto a “ciò che resta dopo il nostro passaggio” per verificare la coerenza fra questi e gli obiettivi prefissati, e quindi per verificare l’adeguatezza delle metodologie e delle attività proposte. Più in generale, vista la scarsa considerazione di cui gode la prevenzione all’interno dell’impostazione e della cultura dei servizi e delle scuole, si è inteso anche contribuire a legittimare e a valorizzare le pratiche di educazione alla salute efficaci.
Mind the Gap ha declinato nel tempo l’obiettivo di prevenzione in una serie di risultati attesi più mirati, individuando quelle abilità considerate fattori di protezione specifici per i comportamenti a rischio in ambito sessuale e d’uso di sostanze. In particolare, il senso critico rispetto alle influenze esterne sulle opinioni ed i comportamenti individuali, la capacità di prendere decisioni nel e di fronte al gruppo di pari, la capacità di comunicare (nelle due direzioni, ascoltare e esprimere), la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni. Inoltre, è stato considerato come fattore protettivo il clima delle relazioni in classe, sia con l’insegnante che con i compagni, e si è cercato coerentemente di favorire l’espressione e l’integrazione di tutti nel gruppo classe.
In due scuole, sono stati così pensati e proposti due temi agli alunni dei gruppi classe dell’intervento, uno ex-ante (prima dell’intervento), uno ex-post (dopo l’intervento) per verificare il punto di partenza e gli eventuali apprendimenti riportati dai ragazzi. In una scuola, si è invece ricercata la collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo dell’Università di Torino, per la realizzazione, somministrazione e analisi di un questionario ex-ante e ex-post, rivolto sia ai gruppi classe di intervento che a gruppi classe di controllo, per garantire una confrontabilità dei dati su basi scientifiche.

