Comportamenti a rischio e fattori di protezione

Posted by admin on Giugno 13th, 2008

Lo sviluppo è fatto di percorsi POSSIBILI. Ogni adolescente con la sua storia, le sue risorse personali, l’ambiente in cui vive, trova una soluzione per “diventare grande”. Comportamenti apparentemente privi di senso rispondono in realtà alla necessità di adempiere ai compiti evolutivi di questa età, che sono particolarmente impegnativi. Gli adolescenti si trovano a dover capire chi sono, cosa vogliono e come li vedono gli altri mentre:

  • il corpo si trasforma;
  • vivono sensazioni e desideri tutti nuovi;
  • acquisiscono una maggiore capacità di pensiero (quello ipotetico-deduttivo);
  • iniziano il percorso verso l’autonomia rispetto alla famiglia;
  • costruiscono relazioni significative all’esterno della famiglia.

L’identità viene COSTRUITA e non acquisita, attraverso un processo che può non essere problematico. Le esperienze infantili non determinano rigidamente il futuro: il presente introduce elementi nuovi che possono modificare la traiettoria dello sviluppo.

Anche i comportamenti a rischio (fumare sigarette, bere alcol, fumare spinelli, fare diete esagerate, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti…) non sono necessariamente una conseguenza di malesseri e carenze, ma sono messi in atto per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo. Per poter comprendere i comportamenti a rischio è importante osservare le caratteristiche specifiche di ogni persona e la relazione tra l’adolescente e l’ambiente in cui vive, in quanto essi sono modalità dotate di senso, usate per raggiungere scopi personalmente e socialmente significativi.

Le funzioni di questi comportamenti sono lo sviluppo dell’identità e la partecipazione sociale, le stesse funzioni dei comportamenti salutari. Bisogna comprendere i comportamenti a rischio senza considerarli solo come azioni negative e lavorare perché gli adolescenti ottengano gli stessi obiettivi positivi attraverso azioni meno lesive per il loro benessere e meno pericolose per il loro percorso evolutivo. Ad esempio i comportamenti a rischio possono avere la funzione di aiutare la comunicazione con i coetanei, di condividere azioni ed emozioni con il gruppo, possono rappresentare riti di legame e di passaggio, creare la condizione per mettersi alla prova ed esplorare le proprie relazioni e per differenziarsi dagli adulti. Molti dei comportamenti degli adolescenti hanno come obiettivi:

  • adultità: assumere anticipatamente comportamenti che nell’adulto sono considerati normali (ad es. fumare sigarette, bere alcol, avere rapporti sessuali, assumersi responsabilità);
  • acquisizione e affermazione di autonomia (ad es. sentirsi autonomi perché si è un fumatore di sigarette, o saper sostenere un’opinione);
  • identificazione e differenziazione (ad es. fumare spinelli, avere opinioni totalmente opposte da quelle dei genitori, vestirsi in modo eccentrico);
  • affermazione e sperimentazione di sé (provare le nuove possibilità fisiche, psichiche e relazionali, ad es. impegnandosi molto in attività fisiche o scolastiche, o intraprendendo attività pericolose come correre troppo in motorino);
  • trasgressione e superamento dei limiti (andare contro le regole del mondo adulto per affermare se stessi, la propria autonomia, indipendenza e capacità di decisione. Ad es. tornare oltre l’orario stabilito, usare sostanze stupefacenti, trasgredire le convenzioni familiari non partecipando alle vacanze di famiglia e alle feste);
  • esplorazione di sensazioni (indagare e sperimentare le nuove possibilità che provengono dalla maturazione sessuale. Si cerca di provare emozioni nuove, nuovi stati di coscienza, ad es. con l’uso di sostanze, facendo dei viaggi o ascoltando canzoni e leggendo poesie);
  • percezione di controllo (si cerca un controllo personale, non più delegato all’adulto, sulle proprie azioni ad es. compiere azioni pericolose dimostrando che non ci si fa travolgere, diete estreme per affermare la capacità di controllo sulla realtà).

Le strategie di prevenzione servono a coinvolgere adolescenti in attività salutari ma ugualmente significative dal punto di vista dei compiti di sviluppo.

I fattori di protezione sono un insieme di variabili e caratteristiche della persona e del suo contesto in grado di limitare il coinvolgimento degli adolescenti nel rischio. Possono agire attraverso la promozione di abilità personali utili per il superamento dei compiti di sviluppo e per la promozione di un maggior benessere, o attraverso la riduzione, il bilanciamento o la compensazione dei fattori di rischio. Sono risorse a cui un individuo può ricorrere nei momenti di necessità. I fattori di protezione sono utili per favorire un risultato positivo anche in presenza di condizioni negative. Ad es. fattori generali di protezione sono:

  • disapprovazione della devianza da parte degli adulti significativi;
  • attribuzione d’importanza all’esperienza scolastica da parte dell’adolescente;
  • provare soddisfazione per l’esperienza scolastica;
  • progettare di studiare per molti anni;
  • avere i genitori disponibili e aperti al dialogo;
  • avere genitori che mettono regole chiare e condivisibili e che controllano quanto vengono rispettate;
  • riconoscere i valori legati al rispetto degli altri e delle regole sociali e appartenere a gruppi organizzati che li sostengono.

In questo modo gli adolescenti si impegnano a raggiungere i loro obiettivi di crescita attraverso strategie e percorsi non lesivi.
Altri fattori di protezione più specifici rispetto all’uso di sostanze, sono:

  • avere un’adeguata percezione del rischio;
  • conoscere le possibili conseguenze negative a cui ci si espone assumendo certi comportamenti (anche se le sole informazioni non sono sufficienti, nelle azione a rischio sono implicati fattori emotivi, sociali e relazionali);
  • conoscere qual è il rischio della dipendenza e delle conseguenze sul sistema nervoso centrale;
  • impegnarsi nel tempo libero in modo costruttivo (lettura, studio, attività sportive, tempo con la famiglia);
  • stile di vita familiare salutare (non uso di sostanze in famiglia);
  • stile di vita degli amici non trasgressivo;
  • assenza di eccessiva conflittualità tra amici e genitori.

Ci può comunque essere sperimentazione delle sostanze, ma spesso c’è un successivo abbandono di esse se lo sviluppo è supportato da questi fattori di protezione, importanti per evitare che l’uso di sostanze diventi una fuga dai conflitti.

Anche il comportamento sessuale può diventare un comportamento a rischio, ma in realtà non lo è di per sé. Un importante compito di sviluppo in adolescenza è infatti la capacità di instaurare rapporti di coppia in grado di coniugare affettività e sessualità e di coinvolgersi in rapporti sessuali paritari, dove l’individualità di ciascuno non subisca nessuna coercizione. Le principali funzioni del comportamento sessuale come compito di sviluppo sono: percepirsi più adulti, esplorare e sperimentarsi, nonché funzioni di rituale e di emulazione del gruppo di pari.

Avere molti partner sessuali già in adolescenza può essere dunque dettato dal desiderio di trasgredire, di sperimentare e/o da un bisogno di adultità esasperato. Il comportamento sessuale promiscuo può essere anche una fuga dalle difficoltà sociali e relazionali, a cui si accompagnano un disimpegno scolastico e una mancanza di progettazione.

Per superare positivamente questo compito di sviluppo, occorrono competenze che vengono costruite nella crescita dall’intreccio tra caratteristiche individuali e opportunità ambientali:

  • saper riconoscere e opporsi ai tentativi di manipolazione;
  • saper controllare i propri impulsi e le proprie emozioni rispettando il partner;
  • saper usare strategie di negoziazione interpersonale in un contesto emotivamente carico;
  • saper comprendere e valutare le conseguenze del proprio comportamento sul piano relazionale e riproduttivo;
  • essere in grado di procurarsi e usare un metodo contraccettivo efficace;
  • saper accettare le nuove sensazioni genitali e saper godere dell’esperienza sessuale.

Come fattori di protezione, oltre alle informazioni rispetto ai metodi contraccettivi e a quelli generali già citati, sono importanti la supervisione dei genitori e l’ascolto e il sostegno emotivo. In una società che offre un’immagine di persona che non deve impegnarsi, che può avere la soddisfazione immediata dei bisogni, è importante che gli adolescenti abbiano modelli di persone che non danno importanza solo all’immagine ma anche all’impegno e alla riflessione su se stessi.

In conclusione, famiglia, scuola e comunità dovrebbero proteggere l’adolescente. In famiglia uno stile autorevole favorisce l’acquisizione di valori e norme sociali e aiuta il dialogo; il benessere e la soddisfazione scolastica dovrebbero mettere al riparo dal cercare forme di affermazione di sé superficiali, impegnando in una progettazione a lungo termine e diminuendo il bisogno di ricorrere ad altre sfide e sperimentazioni. La società non dovrebbe promuovere l’anticipazione dell’adultità, ad es. promuovendo il consumismo, ma dovrebbe aiutare ad esser accettati per ciò che si è e offrire spazi di aggregazione (lasciare gli adolescenti solamente all’aggregazione spontanea è controproducente, rischiano di passare il tempo a non far nulla) per sperimentare e realizzare se stessi, favorendo attività che stimolino la riflessione.

È importante insegnare agli adolescenti ad accettare il limite (riconoscendolo anche come qualcosa di utile), ad attraversare le crisi e considerarle momenti di crescita, per raggiungere il migliore sviluppo e il migliore benessere possibili. È importante aiutare a non avere un’ideale di perfezione, perché ciò non insegna ad adattarsi alle situazioni. Accettare i limiti e gli squilibri non è accettazione passiva, ma è un potenziamento delle capacità nel far fronte alle difficoltà e nell’utilizzare gli squilibri come opportunità per lo sviluppo.