Presentazione sintetica del Progetto
MIND THE GAP - “occhio alla linea di confine”
Anno scolastico 2006/07
Area problematica
Il progetto si prefigge di aiutare i ragazzi a vivere, con maggiori strumenti, la dimensione esistenziale della pre-adolescenza, fascia di età cruciale per il dispiegarsi dei processi di identificazione e di differenziazione, alla base della formazione della personalità e degli orientamenti di vita. Le ricerche situano l´inizio di questa fase strutturale della vita in età sempre più precoce: i dati del Rapporto Nazionale sulla condizione dell´infanzia, della preadolescenza e dell´adolescenza pubblicato dall´EURISPES indicano, infatti, che il primo contatto con le cosiddette droghe leggere avviene nella fascia d´età che va dai 10 ai 14 anni e che la fonte d´informazione principale rispetto alla sessualità sono gli amici (54% degli alunni delle Scuole Secondarie di 1° grado). Crediamo che la linea di confine fra un comportamento consapevole, che considera il rischio in funzione del raggiungimento di obiettivi di crescita, e un comportamento disfunzionale, che agisce situazioni rischiose fini a se stesse, sia piuttosto labile. Nello specifico, il progetto intende quindi incidere sulla limitata percezione del rischio e delle conseguenze dei propri comportamenti in età pre-adolescenziale (in particolare per quanto concerne la sessualità e l´approccio alle sostanze stupefacenti), fortemente condizionati dai modi di rapportarsi con il proprio corpo e dall´influenza del gruppo dei pari.
Obiettivi
Obiettivo generale: 1. Prevenire i danni alla salute derivanti da comportamenti a rischio agendo sulla fascia di età preadolescenziale
- 1.1 Accrescere e sviluppare abilità psico-sociali e affettive dei preadolescenti utili alla acquisizione di consapevolezza rispetto ai fattori che influenzano gli atteggiamenti ed i comportamenti.
- 1.2 Accrescere le conoscenze dei preadolescenti relativamente ai comportamenti a rischio e ai danni alla salute fisica e psichica, in particolare per quanto concerne le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate.
Obiettivo generale: 2. Offrire opportunità d´informazione e di formazione finalizzato ad accrescere le conoscenze degli adulti di riferimento
- 2.1 Offrire al personale docente opportunità d´informazione e di confronto su temi quali: HIV/AIDS, malattie sessualmente trasmissibili, patologie da dipendenza, sostanze stupefacenti e rete dei Servizi per la prevenzione.
- 2.2 Integrare i saperi dei genitori relativamente all´HIV/AIDS, alla sessualità e alle malattie sessualmente trasmissibili, sostanze stupefacenti
Obiettivo generale: 3. Facilitare la comunicazione intragenerazionale e intergenerazionale su temi correlati a comportamenti a rischio per la salute dei ragazzi/e
- 3.1 Stimolare il confronto fra i genitori degli studenti rispetto a tematiche delicate e spesso tabù quali: il piacere, la trasgressione e la sessualità.
- 3.2 Favorire la comunicazione fra genitori e figli rispetto ai comportamenti a rischio e alle tematiche sopra evidenziate.
Modello teorico di riferimento
Facciamo riferimento ad una prospettiva fenomenologica che pone l´attenzione sui processi di costruzione dell´esperienza, quale chiave di lettura dei bisogni pre-adolescenziali. Bisogni che sono differenti dalle generazioni precedenti e fortemente connessi alle mode, consumi, valori del loro tempo storico e della loro età evolutiva, quali la pregnanza del gruppo dei pari nei processi decisionali, la simbolizzazione del corpo, la riscoperta di nuove pratiche “iniziatiche” (tatuaggi, piercing), la relazione essenzialmente non conflittuale con i genitori. Consideriamo quindi la pre-adolescenza come periodo del ciclo vitale in cui avvengono processi di trasformazione che investono la dimensione mentale e corporea, le relazioni con gli altri e col mondo ed è di per sé stessa fattore di rischio. A partire dalla nostra esperienza di operatori sociali crediamo che la crisi adolescenziale vada attraversata e non elusa: le patologie nascono dall´evitamento della crisi e dal tentativo di evitare l´incertezza del transito.
Ci riferiamo inoltre al nuovo modello di educazione alla salute, elaborato dall´OMS, considerata come un processo educativo orientato non solo a dare informazioni relative all´ambito sanitario, ma piuttosto a fornire sostegno alle motivazioni degli studenti, allo sviluppo delle loro capacità, all´acquisizione di una fiducia in se stessi adeguata ad assumere decisioni rispetto alle scelte di salute. L’insegnamento delle life skills è presente in un’ampia varietà di programmi educativi di dimostrata efficacia: ad esempio nella prevenzione all’uso di sostanze stupefacenti (Botvin et al 1980) per la prevenzione delle gravidanze precoci (Zabin 1986, Schinke 1984) e per la prevenzione dell’HIV/AIDS (Who/GPA 1994).
Approccio metodologico
Partendo da questi presupposti teorici e dalla lettura dei bisogni sociali della popolazione target, il percorso proposto alle classi di Scuola Secondaria di 1° grado, che aderiranno al progetto, adotta un approccio pedagogico che non si basa sulla trasmissione unilaterale di precetti morali, divieti e sanzioni, ma sullo stimolo di percorsi di consapevolezza individuale a partire dalle proprie esperienze e saperi, ampliati attraverso il confronto con altri coetanei e con adulti. L´accento è sui processi di individuazione e responsabilizzazione come presupposti alla base di una scelta consapevole dei propri comportamenti.
Inoltre, il progetto intende stimolare il dialogo inter-generazionale su temi generalmente tabù nel rapporto genitori-figli (quali la sessualità, il piacere, la trasgressione, ecc.), per evitare colpevolizzazioni, rimozioni, distanziamenti emotivi e per rinforzare le azioni delle diverse agenzie educative (Scuola e famiglia). Ravvisiamo infatti la necessità di coinvolgere vari attori sociali per promuovere questo modello di prevenzione (alunni, insegnanti, genitori, operatori dei Servizi) e di facilitare una collaborazione tra il mondo della Scuola e le diverse agenzie/istituzioni del territorio affinché la ricerca di buone pratiche relativamente alla qualità della vita possa diventare una dimensione diffusa.
Azioni proposte
L´intervento nelle Scuole Secondarie di I grado si rivolgerà agli alunni delle classi II e III ed ai rispettivi genitori ed insegnanti. Esso prevede un coinvolgimento diretto dei differenti attori affinché sperimentino (attraverso scambi di informazioni e attività che prevedono collaborazioni concrete, lavori di gruppo, giochi di ruolo, ecc.) situazioni relazionali e ruoli che stimolino una riflessione ed un confronto sulle tematiche proposte. Gli interventi si basano sull´attuazione, di un modulo articolato, che si rivolge al gruppo classe, ai genitori ed ai docenti ed è centrato sulla riflessione individuale, sulla comunicazione (prima intra-gruppo e poi inter-gruppi), con particolare attenzione al ruolo dei genitori per sostenerli nei propri compiti educativi rispetto ai figli in età pre-adolescenziale. Ogni modulo d´intervento è costituito da circa 12 incontri così suddivisi:
- - 1 incontro con il professore referente dell´educazione alla salute della Scuola:
presentazione e accordo per l´attuazione del percorso; - - 1 incontro di presentazione del progetto a tutti gli insegnanti coinvolti;
- - 3 incontri con gli insegnanti referenti di ogni singola classe (iniziale, intermedio, conclusivo);
- - 4 incontri laboratoriali con ogni gruppo classe;
- - 2 incontri di confronto e informazione con il gruppo di genitori;
- - 1 incontro congiunto genitori e figli
La sequenza degli incontri è articolata in modo da favorire la circolarità della comunicazione rispetto ai temi affrontati tra tutti gli attori coinvolti. I destinatari dell´intervento saranno facilitati nello scambiarsi opinioni ed informazioni, e saranno esplicitamente invitati a farlo.
Si prevede, per ogni istituto, di coinvolgere un numero massimo di 4 gruppi classe, da individuare di comune accordo con il corpo docenti.
Si tratta di un intervento sperimentale, che oltre ad offrire la realizzazione dei moduli di prevenzione, intende produrre un report che raccolga e rielabori le esperienze degli studenti, dei genitori, degli insegnanti e degli operatori nell´ottica di divulgarle ad un pubblico più esteso e di approfondire le conoscenze degli operatori (educatori, psicologi, insegnanti) rispetto alla preadolescenza intesa come fascia di età specifica e di incerta definizione.

